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Online le fotografie della serata Tutti a largo (T) Formentone....e non dimenticatevi la sedia
  16/07/2009
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FRANCIA: Quantitè est qualite
 

 

L’Europa ha costituito la propria secolare identità attraverso la costruzione del territorio e delle città. Questo processo di trasformazione "civile" dello spazio per essere abitato ha visto una incontrollata e continua regressione nel nostro paese anche in anni recenti quando i fenomeni trasformativi non sono riconducibili all'espansione degli anni '50 e '60. Molti paesi hanno utilizzato gli strumenti del progetto di architettura e urbanistica operando ed orientando le scelte senza abbandonare ai soli criteri quantitativi il controllo dell'attività edilizia ed infrastrutturale. L'attenzione dell'lN/ARCH bresciana si è focalizzata su tre paesi che con diverse caratteristiche storiche e geografiche hanno fatto del controllo qualitativo attraverso l'architettura uno strumento per gestire le trasformazioni urbane e territoriale. La qualità dell'architettura di un paese può essere guardata da due punti di vista che corrispondono oggi ad una presunta scala di valori legata ai meccanismi di produzione dello spazio abitato. Si può distinguere una dimensione legata ai sistemi dello "star system" internazionale che esalta figure di grandi studi e di importanti interventi che, con diverse attitudini, realizzano grandi opere in tutto il pianeta. Per contro esiste un diverso ambito della produzione architettonica legata alla più lenta, meno eclatante, costruzione di una qualità diffusa, di una attenta trasformazione dell'insediamento che segna certamente il grado di civiltà di un paese. Crediamo che ciò che caratterizzi positivamente l'architettura francese, che certo non manca di vedettes come Jean Nouvel, sia proprio la capacità di un costruire una propria identità contemporanea attraverso la sistematica progettazione di interventi di alto livello spesso determinati dalla forte presenza dello stato attraverso le opere pubbliche, modello di riferimento per tutta la produzione edilizia. Ricordiamo che la Francia ha una Legge sull'architettura, legge che dal 1975 ha permesso di realizzare migliaia di interventi che sostanzialmente costruiscono lo spazio abitato. Basta attraversare il confine per notare la differenza del modo in cui sono progettati i sistemi infrastrutturali e gli spazi aperti a questi connessi. Se la "difference" è cara ai francesi certo questo è un valore che vorremmo vedere realizzato. Sfogliando riviste come AMC o l'architecture d'aujourdui cogliamo come a fronte di un altissimo livello di una produzione media corrisponda proporzionalmente un grande numero di architetture di straordinaria capacità.
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