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  21/07/2010
  “50 anni di storia dell'Istituto Nazionale di Architettura”
 
 
Online le fotografie della serata Tutti a largo (T) Formentone....e non dimenticatevi la sedia
  16/07/2009
  Online le fotografie ed i video della serata "Tutti a largo (T) Formentone....e non dimenticatevi la sedia"
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OLANDA: Utopia Concreta
 

 

L’Europa ha costituito la propria secolare identità attraverso la costruzione del territorio e delle città. Questo processo di trasformazione "civile" dello spazio per essere abitato ha visto una incontrollata e continua regressione nel nostro paese anche in anni recenti quando i fenomeni trasformativi non sono riconducibili all'espansione degli anni '50 e '60. Molti paesi hanno utilizzato gli strumenti del progetto di architettura e urbanistica operando ed orientando le scelte senza abbandonare ai soli criteri quantitativi il controllo dell'attività edilizia ed infrastrutturale. L'attenzione dell'lN/ARCH bresciana si è focalizzata su tre paesi che con diverse caratteristiche storiche e geografiche hanno fatto del controllo qualitativo attraverso l'architettura uno strumento per gestire le trasformazioni urbane e territoriale. L'Olanda costituisce così un positivo esempio sul quale riflettere. Le attività proposte erano tese a promuovere un confronto a tutto campo con le espressioni linguistiche della scuola di architettura olandese al fine di poter raccogliere in modo diretto ed immediato gli elementi peculiari e distintivi di tale esperienza con cui confrontarsi e dialogare, verificando sintonie e distinzioni. L'architettura in Olanda non occupa infatti un ruolo marginale ma è riconosciuta quale disciplina in grado di fornire un contributo concreto e fondamentale nell'utilizzo, nella gestione e nella valorizzazione del territorio. Tale realtà, cosi diversa dalla nostra, nasce paradossalmente in un paese in cui si è dovuto guadagnare il suolo strappandolo a fatica dal mare, e la consapevolezza di tale situazione geografica invece di essere ostacolo allo sviluppo della nostra disciplina si è trasformata in un'accettazione e valorizzazione complessiva della capacità ideativa della stessa. Tale consapevolezza ha portato da un lato ad un incontro dialettico tra natura ed architettura, spazio originario e spazio artificiale, dall'altro ad alimentare uno stretto rapporto tra uomo ed architettura, prestando attenzione alle esigenze proprie della vita collettiva. La conoscenza di tale realtà si è articolata in un ciclo di conferenze in cui sono intervenuti architetti olandesi ed europei che hanno messo in luce gli aspetti operativi legati al "fare" architettura in un paese che ha favorito la sperimentazione di nuovi linguaggi e processi insediativi e di trasformazione del territorio.
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